stile ed estensione vocale

Curiosità riguardo le capacità vocali di Jeff  analizzate da un punto di vista tecnico

 

Jeff Buckley possedeva una voce eterea e un’incredibile estensione vocale. Era un tenore lirico alto, per la precisione. Nel mondo dell’opera è usato il termine leggero o tenore di grazia. Era un tenore in grado di cantare in falsetto (v. l’opera di Rossini Il Barbiere di Siviglia).

 

 

 

In generale, l'estensione della voce umana è compresa nel limite di circa quattro ottave. Precisamente essa va dalle note sotto il rigo della chiave di basso, alle note sopra il rigo della chiave di violino.

 

Entro questi limiti si stabiliscono le diverse tessiture della voce che variano a seconda degli individui e del sesso, ovviamente. Per tessitura si intende quella parte dell'estensione vocale generale che più si addice a ciascun cantante. In base a ciò la voce umana viene a distinguersi in voci di BASSO (voce grave), BARITONO (voce media) e TENORE (voce acuta) per gli uomini; analogamente per le donne si hanno i CONTRALTI, MEZZOSOPRANI e SOPRANI.

Si può misurare l’estensione vocale di un tenore dal DO centrale al FA acuto, in chiave di basso.

 

La voce di Jeff Buckley sconfinava questi limiti, estendendosi lungo tre ottave e mezza.

Sapeva unire magistralmente i suoi differenti registri vocali. La voce che proveniva dal suo torace (voce di gola) e la head voice erano perfettamente integrate.

Anche il falsetto era buono e la sua capacità di oscillazione tra il falsetto e la “head voice” è qualcosa di molto invidiato da altri cantanti in quanto nel mondo del rock questo tipo di maestria vocale è molto raro (Thom Yorke è un altro particolare esempio).

In generale esistono tre modi di cantare: innanzitutto con la voce di petto, cioè la voce a tratti dura (non significa grave) che la maggior parte dei cantanti è in grado di fare, ovviamente chi bene, chi meno bene..; c'è la voce di testa (la head-voice insomma..), questa è quella che sinceramente risulta difficile spiegare con precisione.. In musica classica spiegano questo stile vocale come se in quel momento il cantante dovesse sentire la nota al centro della fronte, ovviamente le prime volte. Per le note più alte la head-voice sfuma in falsetto.In musica classica si studia che la head voice nasce nel momento in cui il cantante unisce il falsetto alla voce di petto.

La sua tessitura (o facilità nell’esplorare diversi modi di cantare) era tra il MI al di sotto del DO centrale e spesso veniva usata all’inizio di alcune canzoni (Grace, Lover, You Shoulde've Come Over, Last Goodbye) e la nota RE giusto sopra al DO centrale e il FA diesis ancora più alto nella maggior parte dei ritornelli. Usava frequentemente anche il LA acuto. Una tipica tessitura da tenore lirico. In altre parole, senza saperlo, aveva la stessa gamma di Pavarotti. Tranne per il fatto che Jeff amava molto usare il registro alto, che utilizzava nel falsetto, oppure nella head voice coordinata (un tipo di voce più ampia, simile al lamento).

Jeff generalmente usava questa tecnica quasi sempre. In Grace la head-voice è presente nella parte iniziale, nella strofa insomma. Quando attacca "..my fading voice sings.." lì canta di petto (o di gola..). Lo si può sentire benissimo quando canta le parole "..she cries to the clicking of.."; riprende la head-voice con "...time". Generalmente la head voice si usa nelle tonalità più alte (non troppo alte, in quei casi si usa il falsetto), ma non sempre è così. Nel video di Grace ad un certo punto si vede Jeff che inizia a gridare e far vibrare la gola (e la bocca). In questo modo un cantante ottiene una voce vibrante che solo in head-voice è possibile.

 

L’intonazione più bassa raggiunta da Jeff è  nella versione live di Dream Brother che si trova nel cd allegato all’edizione australiana di Grace (quella sera doveva essere di un particolare stato d’animo...).

E si tratta di un LA sotto al DO centrale. E’ una nota molto bassa, per una voce da tenore.

Jeff amava usare il lamento della head voice sul MI acuto, tecnica individuabile in almeno metà delle canzoni di Grace ma misteriosamente non utilizzata nelle canzoni di Sketches For My Sweetheart, The Drunk.

Per esempio, in So Real intona un MI acuto; e poi sale fino a un FA diesis acuto: è una nota molto alta perfino per un tenore. E non è in falsetto... il falsetto è abbastanza semplice da fare per la maggior parte delle voci maschili. E’ in head voice coordinata - questa è una voce a suono pieno - molto difficile da ottenere (o, per lo meno, da raggiungere) ad una tale altezza d’intonazione! La head voice di Jeff (che non è falsetto) era davvero unica. Sapeva usare in modo efficace la propria voce nelle intonazioni alte. Per rendervene conto ascoltate la cover di Edith Piaf nel Live At Sin-é.

La nota più alta è in Sketches For My Sweetheart, The Drunk nella canzone Gunshot Glitter. E’ un MI sopra al DO acuto da soprano alto! E’ una specie di nota stridula in falsetto: la tiene giusto per un secondo, ma è notevole tecnicamente.

Un altro fenomenale passaggio di intonazione alta è nello scat jazz in The Way Young Lovers Do sul Live at Sin-è. Quel che fa è utilizzare un super-registro che normalmente è riservato per le trombe!

La sua voce era senza dubbio straordinaria. E la sua tecnica di controllo del respiro era eccezionale. Le note che egli tiene in Mojo Pin sono molto, molto difficili da mantenere nel modo in cui lui fa. Riusciva a raggiungere note incredibilmente alte che sono oltre la norma. Era un maestro nell’usare la voce come fosse uno strumento e nell’arricchirla di emozione, cosa che raramente qualcuno di così giovane riesce a fare.

 

La maestria tecnica unita ad una sincera passione... queste due abilità sono inutili se una delle due manca, e la maggior parte delle persone riesce difficilmente a possederne una. Jeff le possedeva entrambe.

 

^ torna su

 

Da un articolo di Mirko Ruckels "Stile ed estensione vocale di JEFF BUCKLEY", pubblicata da Lone Star, la fanzine italiana di Jeff Buckley (traduzione dell'originale a cura di Stefania Romeo)

Mirko Ruckels è un autore di canzoni, prodotte dalla BMG australiana, che ha scritto brani per importanti spettacoli televisivi internazionali. Canta, scrive e suona in una pop band chiamata Ultragene. Attualmente si sta laureando in lettere all’Università di Queesland con una doppia specializzazione in musica e una specializzazione in inglese e studi culturali.  Cura, inoltre, una rubrica sulla rivista on line “The Muse’s Muse” (un riferimento per chi scrive canzoni). Se desiderate leggere altri articoli potete farlo sul sito www.musesmuse.com/menu-columnists.html

©  2002-2003 articolo e pagina web realizzati da Luigi Lonoce