terje nordgarden

 

 

discografia

 

 

 

2003

Terje Nordgarden

 

sito ufficiale:

www.terjenordgarden.com

 

foto Graziano Staino - BLINDVISION

 

 

 

live @ LaCasa139 (MI) - 21.10.2003


Come al solito, c’è sempre pochissima gente al LaCasa139. Ma per noi pochi è tanta l’attesa per l’ultimo insolito prodotto di Paolo Benvegnù in veste live: Terje Nordgarden.

Alle 23 in punto (un’ora più tardi del previsto.. ma si sa che al La Casa è sempre così) il cantautore scivola quatto quatto tra il pubblico per raggiungere il palco. Sono solo in tre.. lui con chitarra acustica, bassista e batterista. Solo una manciata di secondi per accordare la sua Ibanez e da subito sfodera un gran talento chitarristico, eseguendo un intro a sorpresa su scale tipicamente jazz. Il sipario si apre e appare un ragazzo biondo estremamente elegante, con addosso un grande cappello a coprirgli il viso. Il pubblico rimane in silenzio e lui quasi sogghignando “Sono contento di essere a Milano questa sera.. - come per dire “Su ragazzi, non fate quella faccia" - ..spero possiamo trascorrere una piacevole serata”.
Pausa di qualche secondo e il concerto si apre con una avvincente all yr notes.

Terje Nordgarden nasce in Norvegia, ma è qui in Italia che trova il terreno opportuno alla sua vena artistica. Dopo aver completato il liceo di Oslo si trasferisce a Bologna. “Avevo bisogno di cambiare tutto, stravolgere la mia vita regolare vissuta in Norvegia e vedere qualcos'altro. Insomma, mi serviva ispirazione e l'Italia sembrava sufficientemente diversa”. Spostandosi da un locale ad un altro, da città in città, Terje approda a Firenze ed è qui che viene in contatto con la StoutMusic, la piccola etichetta indipendente diretta da Paolo Benvegnù. Nell’estate afosa del 2002 iniziano le registrazioni per il suo album d’esordio negli Alpha Earthbase Studios di Firenze. Nel maggio 2003 vede la luce il suo omonimo debutto.
E dopo qualche data sparsa per il centro nord della penisola, Terje partecipa alla sesta edizione di
acusticamente, una rassegna musicale in cinque città italiane all'interno di uno spazio live dedicato ad artisti locali e emergenti. E chi meglio di lui poteva partecipare a questa serie di concerti?

Infatti la chitarra acustica è al centro delle sue esibizioni, ancor più della sua voce. Pezzi come something else in mind diventano splendide occasioni per inesauribili improvvisazioni tra il protagonista e la sua band, modulazioni di tonalità propriamente blues, che rimandano tanto amabilmente ai grandi maestri della tradizione folk-rock come Bob Dylan, Tim Buckley e immancabilmente Nick Drake (nell’album compare uno splendido tributo, interamente strumentale). Nel corso delle esecuzioni Terje non perde l’occasione di indicare quanto sia stato influente nella sua musica anche
il piccolo Buckley: “Era il 1993 l’anno in cui Jeff Buckley cantava questa canzone.. e così capite quanto sia stato importante per me quest’artista”, intonando successivamente I shall be released di Bob Dylan. Canzoni come this time e coming back home diventano i momenti più emozionanti di tutto il concerto, con la voce di Terje che si muove tra falsetto e caldi passaggi tra strofe e ritornelli, riproponendo così fedelmente ogni movimento sonoro presente su disco e regalandoci, da solo sul palco, una manciata di inediti e un attacco molto jazzy (anch’esso sogghignato) di satisfied mind (di Red Hayes e Jack Rhodes, immortalata più tardi da Jeff Buckley).

E così, dopo un’ora e mezza di concerto scarsa, senza alcun bis e con più di qualche mancanza (la traccia apripista dell’album winter mourning e bei pezzi come even flow e song for drake), Terje abbandona il palco, lasciandosi libero per qualche intervista o semplicemente per ricevere qualche bel complimento. Peccato non ci fosse il suono di un hammond a completare il quadro alla perfezione.. ma va bene così.
Dopotutto è solo un arrivederci.


Luigi Lonoce
01.novembre.2003

 

         

 

 

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