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Rufus Wainwright, artista americano tra i più
apprezzati dalla critica musicale degli ultimi anni, pubblicherà una canzone
dedicata a Jeff Buckley nel suo prossimo cd, Want two. Queste le sue
parole:
" There's
a piece I wrote about Jeff Buckley that's based on the myth of Orpheus and
Eurydice". Stay tuned.
Rufus Wainwright
Live @ Cornetto Free Music Festival - 11.06.2004 - Roma
Venire a conoscenza della partecipazione di Rufus Wainwright alla data del
Cornetto Free Music Festival di Roma è stata una notizia scioccante,
assisterne ancora di più.
Proprio perché reduce dall’apertura dei concerti europei di Sting, si è
pensato di inserire il suo nome nella scaletta di un evento (di cui proprio
Sting era il superospite) al quale il vecchio Rufus non apparteneva affatto.
Tutto ciò non ha fatto che influire insopportabilmente sulla sua esibizione
e sul piacere che i pochi appassionati potevano provarne. Tantomeno se il
nostro si presenta accompagnato da pianoforte a coda o chitarra acustica ad
un pubblico che era lì per Antonacci e Le Vibrazioni.
Partendo da questa considerazione sì impopolare ma dato il caso
imprescindibile, si può ora dichiarare che è stato proprio Rufus Wainwright
ad aprire la data di questo festival romano gratuito. Ore 16:30. Attacca con
Agnus Dei, esegue uno dei pezzi d’esordio (Beauty Mark), il
tema appassionato di Moulin Rouge (La complainte de la butte),
11:11, California (il pezzo più calcolato dai presenti), una
versione strappata di Hallelujah e un omaggio finale al defunto Ray
Charles, Dinner at eight (da Want One).
La riuscita di un concerto è vincolata al tipo di pubblico, si sa. Se tutto
è costruito da un filo sottilissimo il rischio che si spezzi si fa elevato
esattamente quanto è lampante che non si tratti del luogo né del momento
adatto. Un set brevissimo carente di emozioni, privo di ogni brivido che una
qualunque registrazione di Rufus racchiude in sè e che in un altro contesto
sarebbe stato il meglio che un ammiratore potesse sperare. Tutto
prevedibile.
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